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La svolta verso la collaborazione agentica

Google Workspace Developer Release Notes Q3 2026

Da qualche trimestre a questa parte, leggere le release notes per sviluppatori di Google Workspace è diventato un esercizio interessante quasi quanto leggere un vero e proprio piano industriale. Il Q3 2026 non fa eccezione, anzi: se si mettono in fila gli annunci degli ultimi mesi, il disegno dietro le quinte è piuttosto leggibile. Google sta preparando Workspace a essere usato tanto dagli agenti AI quanto dalle persone in carne e ossa. Tre cose in particolare mi hanno colpito: la standardizzazione dell'accesso esterno via MCP, l'apertura di commenti e suggerimenti alla scrittura programmatica, e un Google Chat che comincia ad assomigliare sempre più a un centro operativo.

 



Google Workspace Developer Release Notes Q3 2026

Fig. 1 - Google Workspace Developer Release Notes Q3 2026


MCP ovunque, ma è davvero il modello giusto per l'azienda?

Dopo il debutto dei server MCP (Model Context Protocol) per Chat e Gmail nel secondo trimestre, a luglio è arrivato il supporto anche per Docs, Sheets e Slides, insieme a un paio di strumenti nuovi in Chat per gestire membri e stato di lettura degli spazi. Sulla carta l'idea è ottima: un connettore standard che permette a un agente AI di leggere e modificare le risorse Workspace per conto dell'utente, senza dover costruire ogni volta un'integrazione su misura.

Sulla pratica ho qualche riserva, e non sono l'unico a sollevarle: la community di sviluppatori sta ragionando parecchio sui limiti di MCP quando esce dal contesto per cui è nato, cioè le sandbox locali di sviluppo. In un ambiente aziendale, dare a un agente esterno accesso potenzialmente ampio a intere gerarchie di documenti apre un raggio di esposizione che, da chi si occupa di data governance per lavoro, fatico a giustificare senza controlli granulari molto più stretti di quelli disponibili oggi.

Commenti e suggerimenti: quando bot e agenti entrano nel flusso di revisione

Fino a poco tempo fa le API di Workspace servivano soprattutto a inserire o sovrascrivere contenuto nei documenti. Punto e basta. Con gli aggiornamenti delle ultime settimane si sono aperte anche le API per commenti e suggerimenti su Docs (già a luglio), Sheets (fine luglio) e infine Slides (fine agosto), portando tutto il livello editoriale sotto controllo programmatico.

Per chi lavora su soluzioni di copy-editing AI-assistito è un cambio di paradigma non da poco. Un bot non deve più forzare la mano scrivendo direttamente nel testo: può proporre una modifica come suggerimento, lasciare un commento con il contesto della decisione, e lasciare all'essere umano l'ultima parola sull'accettazione. Meno invasivo, più tracciabile, e soprattutto più facile da far digerire a chi in azienda ancora guarda con sospetto un bot che tocca i documenti.

Google Chat che diventa il centro di comando

Chat ha ricevuto un bel po' di aggiornamenti nel trimestre: formattazione Markdown nativa dei messaggi, citazioni interattive con fonti riportate in calce, azioni richiamabili dal menu contestuale del messaggio, e un flusso OAuth semplificato per le integrazioni in sola lettura che non obbliga più a passare da un progetto Google Cloud Console. Sono tutte cose piccole prese singolarmente, ma sommate abbassano parecchio l'attrito per chi vuole costruire un'integrazione interna, e trasformano i bot Chat in qualcosa di molto più vicino a un assistente aziendale interattivo che a un semplice notificatore.

Il pannello Gemini nell'editor di Apps Script

Fuori dai tre filoni principali, ad agosto è arrivato anche il pannello laterale Gemini nell'editor di Apps Script, per ora in beta. L'idea è avere Gemini come compagno di scrittura del codice, con visibilità sul progetto attivo, sui file dello script e sul documento collegato. Un uso che vedo già promettente, e su cui vale la pena tenere d'occhio gli sviluppi, è lo sviluppo assistito di add-on Workspace ed Editor Add-on: per le aziende che vogliono portare soluzioni verticali sul Marketplace, avere Gemini che aiuta a scrivere e correggere il codice direttamente nell'IDE nativo non è un dettaglio da poco.

Quindi, dove sta andando Workspace?

Mettendo insieme i pezzi, il Q3 2026 segna per me un passaggio abbastanza netto: da piattaforma per manipolare dati a piattaforma pensata per la co-autorialità con agenti AI. Endpoint MCP che si standardizzano, API di suggerimento che permettono modifiche non distruttive, un Chat sempre più interattivo. Le fondamenta per una collaborazione realmente agentica ci sono già, ora resta da vedere quanto le aziende saranno disposte a fidarsi del livello di accesso che questi strumenti richiedono.

Per l'elenco completo delle modifiche e le guide di migrazione, la pagina ufficiale delle release notes di Google Workspace resta il riferimento migliore.

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Michele Pisani

Michele Pisani

Sviluppatore Javascript ed esperto in Digital Analytics

L'esperienza nel settore Digital Analytics unita ad anni di sviluppo in Javascript ha trovato la massima espressione in Google Apps Script che mi ha permesso, con estrema facilità e poche righe di codice, di realizzare potenti applicazioni interattive e processi automatizzati integrati con i prodotti della G Suite.

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